CIRO, la migliore soluzione possibile, anche per l’Ambiente!

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Spesso qualche cliente finale ci scrive dopo aver provato CIRO tramite la sua Pizzeria di fiducia.

Di solito fa positivi apprezzamenti per come ha mantenuto la qualità della sua Pizza, ma ogni tanto c’è qualcuno che storce il naso per il fatto che sia di Polistirene Alimentare, cioè la tanto vituperata e demonizzata “plastica”.

Questa è la risposta che recentemente abbiamo dato a uno di questi commenti.

Se hai piacere di approfondire l’argomento, senza preconcetti aprioristici, prenditi qualche secondo per leggere quanto segue e scoprire come stanno veramente le cose.

In merito al tuo commento sulla plastica, non è colpa tua, ma è il frutto di una grande disinformazione collettiva e distorsione della realtà in merito all’argomento.

Non ci va di aprire un dibattito pubblico sull’argomento, perché Facebook o il nostro Blog non sono sicuramente il luogo e il modo adatto per farlo e neanche il nostro ruolo.

Premesso che è giusto ridurre ed evitare l’uso della plastica, laddove ha senso ed è possibile, è altrettanto giusto evitare di demonizzarla a prescindere e trattarla come se fosse la causa principale, se non addirittura l’unica, dell’inquinamento del nostro Pianeta.

È curioso, per non dire sospetto, notare come nell’ultimo anno e mezzo si senta parlare solo di plastica nei mari e non si nomini più o quasi il ben più grave inquinamento atmosferico e il conseguente effetto serra, piogge acide, polveri sottili, contaminazione dei terreni e delle acque e via dicendo.

Ci hai fatto caso?

Sarà perché si vuole distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica da un ben più grave problema, in cui non si stanno affatto raggiungendo gli obiettivi auspicati e sbandierati dai governanti di mezzo mondo tempo addietro, così come denunciato da Greta Thunberg di fronte al Parlamento svedese e all’ONU?

Peccato che lo scioglimento dei ghiacci, l’acidificazione e innalzamento della temperatura dei mari, con conseguente morte ed estinzione o alterazione di migliaia di specie marine, dipenda da quello e cioè dalla sovra produzione di CO2, anziché dalla plastica.

Però la plastica, a differenza dell’inquinamento atmosferico, è ben visibile e quindi è gioco facile spostare l’attenzione su di lei.

Detto questo il problema non è la plastica, ma il “rifiuto della plastica” e il pessimo uso, cultura e smaltimento operato negli ultimi anni dai Paesi in via di sviluppo meno evoluti in materia.

Non a caso, è stato appurato che il 90% della plastica nei mari proviene da soli 10 fiumi che attraversano il continente asiatico o africano.

Inoltre, se dovessimo eliminare la plastica da un giorno all’altro, i problemi sarebbero ben più grandi e gravi, come riportato in questa dichiarazione di The Green Alliance, Ente indipendente, pubblicata da BBC NEWS:

But it warned that rejecting all plastic food packaging could prove counter-productive.

Agriculture is a major source of greenhouse gas emissions, so reducing food waste is vital.

Well-packed food – perhaps in plastic – helps protect food from damage, so it can actually save on greenhouse gases.

Finite land

The other potential area of concern is the substitution of plastics with plant-based materials.

Forests are already being felled to grow crops to feed the world’s booming demand for meat production and wild land is also disappearing to produce bio-fuels for cars and electricity generation. But there is a finite amount of land.

The Green Alliance fears that a demand for plastic substitutes could also increase the pressure for deforestation.

This would, in turn, lead to more greenhouse gases that would warm and acidify the oceans people are anxious to protect.

In sostanza dice che un imballaggio inadeguato degli alimenti aumenterebbe il loro spreco e di conseguenza i Gas Serra emessi dalle produzioni agricole, che ne sono la causa principale. 

Inoltre, l’utilizzo intensivo di bio-plastiche porterebbe alla deforestazione e di conseguenza ulteriori Gas Serra che andrebbero ulteriormente a riscaldare e acidificare gli oceani, che le persone sono così ansiose di proteggere quando puntano tutta la loro attenzione sulla plastica nei mari.

Al contrario di quanto si sente ormai dire erroneamente in giro, se correttamente smaltita e riciclata, la plastica è un materiale nobile che può essere riutilizzato per vari e utili scopi, sino addirittura a un totale di 7 volte, dopodiché può essere usata ad esempio come massicciata per i fondi stradali o termovalorizzata.

E l’Italia è all’avanguardia in questo senso arrivando a una percentuale di riciclaggio e termo valorizzazione intorno al 90% (dati CoRePla – il consorzio italiano per la raccolta e recupero delle materie plastiche).

Venendo a noi, il materiale scelto per CIRO non è frutto del caso, ma perché è senza ombra di dubbio il miglior materiale possibile, sia a livello Funzionale, che Igienico e per la Salute dei consumatori, che per l’Ambiente.

Rispetto al Cartone, sicuramente, perché quest’ultimo, oltre a non essere riciclabile una volta usato, comporta una produzione di CO2 cinque volte maggiore (che ricordiamoci è la vera causa dell’inquinamento) e un rilascio di rifiuti solidi e sostanze nocive per l’ambiente di decine di volte superiore.

Il Polistirene alimentare è inoltre la scelta migliore sotto ogni punto di vista rispetto alle altre materie plastiche e alle bioplastiche, in quanto è più rigido e riesce a resistere alle alte temperature con cui esce la pizza dal forno (circa 90 gradi), senza deformarsi e senza cedere alcuna sostanza nociva, come la nostra certificazione alimentare dimostra ampiamente.

Le bioplastiche quali MaterBi o PLA non reggono oltre i 70 gradi e, andando sulle versioni additavate per resistere con temperature più alte, oltre a essere molto poco “bio” a quel punto, i costi, già di per sé molto alti di questi materiali, schizzerebbero al punto che il nostro vassoio andrebbe a costare più della Pizza stessa (come sta già succedendo per esempio con le buste in Bioplastica per la lattuga pronta, che costano più dell’insalata stessa).

Infine non farti ingannare da tali materiali, detti bio, perché in realtà non sono mai al 100% bio, ma richiedono sempre qualche elemento e additivo di sintesi per essere più resistenti e utili allo scopo, per cui io mi guarderei bene dall’ingerirli.

Lo sanno bene ad esempio in Finlandia dove hanno iniziato a usarli già diversi anni fa, salvo poi vietarli per alcuni alimenti, quali ad esempio la verdura e la frutta di cui si mangia la buccia, in quanto essendo biodegradabili rilasciano sul cibo anche delle sostanze nocive e pericolose.

Come vedi il problema è molto più complesso di quanto possa sembrare a prima vista ed è ricco di sfaccettature.

Potremmo andare avanti per giorni, con migliaia di esempi e di riscontri scientifici, ma comunque chi non vuole capire e si scaglia a prescindere sulla plastica, dimenticandosi o ignorando volutamente una moltitudine di altri aspetti, probabilmente rimarrebbe della sua idea e, come detto, non sta a noi convincerlo del contrario, ma eventualmente alla comunità scientifica e a una corretta e meno superficiale comunicazione da parte dei mass media.

Nel nostro caso, ci teniamo comunque a precisare che CIRO – The Original Pizza Box – è un imballaggio alimentare e quindi non ha nulla a che vedere con la Proposta di Legge Europea inerente gli oggetti in plastica “usa e getta”.

Proposta di legge che spesso viene confusa con una imminente abolizione della plastica in generale, senza rendersi conto di come ciò non abbia alcuna ragione d’essere ed equivalga a dire eliminiamo l’acciaio o il vetro o qualunque altro materiale nobile che ci ha consentito e ci consente di essere una civiltà evoluta, e quindi tornare all’età della pietra.

Oltre agli imballaggi alimentari e ai più gravi problemi, ambientali e di salute, citati in precedenza, che avremmo se non usassimo contenitori in plastica, basta ricordare che gli elettrodomestici, i computer, gli apparecchi e accessori medicali, i nostri vestiti, così come le automobili, i treni, le navi e gli aerei sono realizzati del tutto o in buona parte con materiali appartenenti alla categoria delle materie plastiche.

Abolire tout court la plastica, sostituendola con non si bene cosa, oltre a non avere alcun senso per i motivi sopra descritti, significherebbe avere ad esempio dei mezzi di trasporto molto più pesanti, dal 25 al 35% in più, con conseguente notevole aggravamento dell’inquinamento atmosferico, nonché molto più costosi e non durevoli e affidabili, come invece richiesto dalla loro funzione e utilizzo.

Per quanto ci riguarda, ci motiva e ci gratifica sapere che con CIRO stiamo riducendo il grave problema di 700 milioni di Cartoni per la Pizza che ogni anno, solo in Italia e senza contare il resto del mondo, finiscono in discarica.

Non solo, come da tabella qui sotto riportata, siamo estremamente felici di poter contribuire  a ridurre in modo significativo il corrispondente Carbon Footprint e rilascio di sostanze nocive e rifiuti solidi nell’ambiente.

Non hai ancora provato CIRO THE ORIGINAL PIZZA BOX?

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